Il mio approccio

I bisogni del bambino sono importanti tanto quanto quelli dell'adulto e viceversa. La mia educazione vuole essere rispettosa e gentile nel riconoscere le emozioni, i tempi e i bisogni del bambino senza chiedere al genitore di mettere da parte i propri. Perché prendersi cura di un bambino significa anche poter riconoscere la propria fatica, i propri limiti e ciò di cui si ha bisogno.

Per questo il mio lavoro parte dall'ascolto e dall'osservazione. Insieme proviamo a comprendere ciò che sta accadendo, a guardare ciò che abbiamo imparato e che portiamo con noi dall'educazione ricevuta e a distinguere ciò che sentiamo ancora nostro da ciò che oggi non ci rappresenta più.

Da qui possiamo costruire nuove possibilità, concrete e sostenibili, che abbiano senso per quella persona, per quel bambino e per quella relazione.

Il mio obiettivo è accompagnare ogni genitore a costruire il proprio modo di stare nella relazione: un modo consapevole, rispettoso e autentico.

La ruota dell'educazione ricevuta

Quello che fai come genitore lo hai scelto o lo hai imparato?

Quel movimento che ci porta a ripetere, spesso senza accorgercene, ciò che abbiamo conosciuto e imparato. Scendere dalla ruota non significa rinnegare ciò che abbiamo ricevuto, ma fermarsi abbastanza da poter scegliere cosa portare con noi e cosa, invece, lasciar andare.

A volte procediamo per inerzia, altre ci accorgiamo che ciò che prima funzionava non ha più la stessa efficacia o che stiamo facendo qualcosa senza sentirne davvero il senso.

È in questi momenti che può essere utile fermarsi, guardare ciò che abbiamo ricevuto e scegliere con maggiore consapevolezza la direzione da prendere.

Non per trovare un modo giusto di essere genitori, ma per costruire, con maggiore consapevolezza, la propria strada.

Prenota la tua chiamata gratuita

Prenota la tua chiamata gratuita